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  • 17:56 - 07.05.2020 Nuntio Vobis ->> Papa Francesco

     

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    Cari fratelli e sorelle,

    è ormai vicino il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia. Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno "costretto" a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.

    Perciò ho pensato di proporre a tutti di riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio.

    Lo si può fare insieme, oppure personalmente; scegliete voi a seconda delle situazioni, valorizzando entrambe le possibilità. Ma in ogni caso c'è un segreto per farlo: la semplicità; ed è facile trovare, anche in internet, dei buoni schemi di preghiera da seguire.

    Inoltre, vi offro i testi di due preghiere alla Madonna, che potrete recitare al termine del Rosario, e che io stesso reciterò nel mese di maggio, spiritualmente unito a voi. Le allego a questa lettera così che vengano messe a disposizione di tutti.

     

    Cari fratelli e sorelle, contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre, ci renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova.

    Io pregherò per voi, specialmente per i più sofferenti, e voi, per favore, pregate per me. Vi ringrazio e di cuore vi benedico.

     

     

     

    Roma, San Giovanni in Laterano, 25 aprile 2020
    Festa di San Marco Evangelista

     

    Papa Francesco

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  • 18:11 - 28.03.2020 Nuntio Vobis ->> Papa Francesco

     

    MOMENTO STRAORDINARIO DI PREGHIERA
    IN TEMPO DI EPIDEMIA

    MEDITAZIONE DEL SANTO PADRE FRANCESCO

    «Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell'aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca... ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell'angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

     

     

    papa27marzo20.jpg
     

    È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l'atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre - è l'unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme -. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).

    Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t'importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: "Non t'importa di me?". È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.

     

     

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  • 18:33 - 07.03.2020 l'Incontro online ->> dalla Redazione

     

    Presso il Centro Parrocchiale, nelle edicole e nei negozi è possibile acquistare
    il nuovo numero de l'incontro!

    Vi ricordiamo che acquistando un numero di questo periodico
    (o, meglio ancora, abbonandovi)
    darete un importante contributo per far sì che L'incontro
    continui a svolgere la missione che si è preposta trent' anni fa:
    essere strumento di informazione e amplificazione della voce dei cittadini di Toritto.


    Chiunque può collaborare, a titolo gratuito, basta contattare la redazione presso il Centro Parrocchiale
    o inviare una email all'indirizzo lincontro@sannicolatoritto.it .

    La collaborazione è da intendersi come volontaria e gratuita.

     

     

    Clicca qui per scaricare il pdf del numero di febbraio 2020

     

     

     incontro_febbraio20.jpeg

     

     

    In questo numero:

     

    Focus: Agri e Cultura

    Dalla parrocchia: Un oratorio ad ecologia integrale

    Storie nostre: Disabilità: a colori

    EducAZIONando: La scuola che vorrei? È quella sotto casa

     

     

    e molto altro!

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Giuseppe Campione    22 febbraio 2008 17:01 | Nessuna CittÃ
110 auguri ad Angela Fariello, che per la seconda volta è diventata dottoressa!

Angela e Carmen    07 febbraio 2008 13:25 | Nessuna CittÃ
Colacì ora non puoi più dire che il sito non è aggiornato! :grin

Francesco Benedetto    26 dicembre 2007 13:24 | Nessuna CittÃ
VotoVotoVotoVotoVoto
Tanti, tantissimi auguri di Santo Natale e felice anno nuovo.
;)

Giuseppe Colacicco    26 dicembre 2007 10:37 | Nessuna CittÃ
Auguroni di Buon Natale e felice 2008 a tutti!

Alessandro    16 novembre 2007 15:35 | Grumo Appula
Caro Animatore d'oratorio, grazie innanzitutto per aver risposto. Sono stato un po generico nel mio precedente post. Anche da noi l'infortunio è avvenuto durante l'attività estiva d'oratorio, e anche il nostro bambino era tesserato ANSPI e quindi coperto dall'Assicurazione prevista con il tesseramento (La Cattolica).
Ma i genitori hanno citato in giudizio l'associazione ANSPI per responsabilità oggettiva, in quanto a loro dire non c'è stata una sorveglienza adeguata da parte degli animatori. Il rimborso proposto dall'assicurazione è per loro insufficiente, il resto (qualche decina di migliaia di euro)purtroppo la pretendono dall'associazione.

Animatore d'Oratori    13 novembre 2007 20:53 | Nessuna CittÃ
Caro Alessandro,
anni fa è capitata anche a noi una situazione simile.
Durante un'attività di oratorio si è verificato un infortunio ad un bambino. Fortunatamente il bambino era tesserato all'Associazione ANSPI ed era coperto dall'assicurazione prevista già con il tesseramento.
I genitori, volendo approfittare della situazione, iniziarono a mandare letterine tramite il loro avvocato…
Noi non abbiamo mai risposto alle loro lettere, gli abbiamo semplicemente detto la verità e cioè che l’associazione non disponeva di tanti soldi (come magari pensavano loro) e che erano liberi di fare quello che volevano, ma non avrebbero ricavato nulla.
Alla fine non si sono fatti più sentire… non so neanche se hanno accettato il rimborso previsto dall’Assicurazione.

Tutti i ragazzi che partecipano alle nostre attività ANSPI al momento del tesseramento sono assicurati nominalmente (tramite una convenzione nazionale ANSPI-CATTOLICA che prevede una procedura da seguire in caso di sinistro) e questa è una forma di tutela sia per noi animatori d'oratorio, ma soprattutto per i ragazzi. Per maggiori informazioni puoi contattarci a questo indirizzo e-mail anspitoritto@tiscali.it

Alessandro    12 novembre 2007 13:30 | Nessuna CittÃ
Cara redazione, voi avete a Toritto da tanti anni un grande centro parrocchiale, ma cosa fareste in caso succedesse una cosa simile a quella avvenuta nell'oratorio di Grumo, o se è successa, come vi siete comportati: Se un bambino sfortunatamente cade da un altalena o altro gioco simile all’interno dell’oratorio o centro parrocchiale, i loro genitori esclamano: “Oh che bella fortuna oggi! Abbiamo vinto un terno a lotto!” Si recano prontamente allo studio legale di quel famoso avv. Tizio e mandano subito subito una bella lettera di citazione, chiedendo il risarcimento dei danni biologici, morali, esistenziali e quant’altro. Chiederete, ma la parrocchia è coperta da un’assicurazione? Certo che si. Ma i soldi dell’assicurazione non gli bastano, per questo si cita in giudizio la parrocchia per responsabilità oggettiva, intimandola a partecipare al risarcimento dei danni per la “modica” somma di qualche decina di migliaia di euro!
Quanti sacrifici, quanti sforzi per creare nel nostro paese dei luoghi di aggregazione per i bambini e ragazzi, per togliergli dalla strada e farli crescere in un ambiente sano, ma ne vale davvero la pena?
null

nicola scaringella    11 novembre 2007 12:17 | Nessuna CittÃ
ho chieste di essere cancellato e risulto ancora registrato... nemmeno la libertà di lasciare ...CANCELLATEMI già chiesto a suo tempo...


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