20:04 - 20.12.2009l'Incontro online ->> dalla Redazione
Venticinque anni per una qualsiasi opera , nata e fatta
durare , senza sovvenzionamenti , consegnata all' entusiastico sostegno di
lettori , da quelli affezionati e perseveranti a quelli occasionali , ai lettori
abbonati e sostenitori e anche a
quelli che lo attendono e lo leggono senza comprarlo ( con una offerta ) sono
tanti . Una impresa, quella della
pubblicazione de L'Incontro, che
rimasta affidata al generoso volontariato di responsabili e collaboratori,
redattori dilettanti o pubblicisti, soggetta a pretese a volte eccessive , a
malintese aspettative , a crisi di costanza nell'impegno e nella partecipazione
, a ricorrenti defezioni, a critiche in alcuni casi giustificate e in altri casi ingenerose o interessate e che
ha coperto una parentesi storica notevole per il nostro paese. Un traguardo che
vuole essere anche un punto di
partenza
per un impegno nuovo e generoso al servizio della comunit locale.
Nasceva , quasi come creatura vivente, a Natale del 1984 il primo numero del nostro
periodico portando a maturazione il frutto di un antico fervore , tante volte mortificato, attorno al progetto
della realizzazione di un notiziario di
vita cittadina riprodotto a stampa.
Con l'editoriale del n. 1 si davano le ragioni della nascita
del nostro foglio locale ricorrendo alla citazione di un pensiero di don Milani
rivolto ai suoi giovani della scuola di Barbiana: "E' molto utile conoscere che
i problemi degli altri sono anche i tuoi . Perch non uscirne insieme?"
Era questo un invito ad incontrarsi e a comunicare per
superare "insensibilit e indifferentismo che conducono a rinchiudersi in un isolamento molto pericoloso; un invito a "trasferire dentro di s il mondo
degli altri , con i problemi, le speranze, le gioie, le esperienze di un
ambiente che ci circonda ; ... un mezzo per registrare ci che avviene , perch
sia conosciuto e tramandato ;... un mezzo di cultura calata nel contesto locale,
un mezzo di aggregazione di persone e di idee" ( L'Incontro, anno I , n.1,1984).
Alla presentazione di
quelle prime intenzioni sono seguite poi verifiche e propositi che hanno
puntualizzato in diverse ricorrenze il cammino percorso in questi venticinque
anni dalla storia del periodico.
18:43 - 16.12.2009l'Incontro online ->> dalla Redazione
- La stanza dei ricordi -
In un freddo mattino
d'autunno, seduto sulla scalinata di Don Battista Scarangella, apparve un
giorno, come per magia, un uomo. Con un corto mantello nero e la "coppola" in
testa, aspettava qualcuno o qualcosa. Siamo nel 1943, in piena guerra, e la
gente che di l passava lanciava sguardi di curiosit e di paura. E cos tutti
i giorni, per un lungo periodo. Si venne poi a sapere che si trattava di un
deportato politico, di origini siciliane. Si chiamava Vincenzo ed era stato
mandato a Toritto al confino. La sua
colpa? Quella di non essersi sottomesso al regime fascista. Una sera, il poveretto
faceva ritorno a casa dopo una giornata lavorativa in miniera quando, passando
per la piazza del paese, fu affiancato da due gerarchi e portato con la forza
davanti ad una specie di tribunale dove il Potest gli intim di pronunziare ad
alta voce: "Viva il Fascio, Viva Mussolini...". Al suo netto rifiuto gli fu
propinata una buona dose di "olio di ricino"
e mandato a casa. Per ben tre
volte l'inumano gesto fu perpetrato, quindi poich "quella gente" non pot
raggiungere il risultato voluto, per dare l' "Esempio" pensarono di allontanare
Vincenzo, affidandolo ai carabinieri che lo caricarono su di un treno merci,
destinazione ignota, al confino.