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  • 09:45 - 11.12.2017 Nuntio Vobis ->> Annunci Parrocchiali

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  • 15:40 - 07.12.2017 Nuntio Vobis ->> Riflessioni

     

    2_avvento17.jpgCOINVOLGERSI

     

    «Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo» (Mc 1,8).
    Il Battesimo ha cambiato per sempre la nostra storia: il nostro uomo vecchio è morto e ci siamo rivestiti di una veste di gloria, che niente e nessuno potrà mai più sottrarci. Abbiamo ricevuto la vita di Dio, siamo figli nel Figlio, e questa vita non possiamo trattenerla. Tutto è stato creato per servire l'uomo, ma l'uomo ha il dovere di prendersi cura di ogni cosa creata, di comunicare
    la grazia al mondo; ogni cristiano sente la sua responsabilità verso il mondo visibile, che egli deve santificare, creare, umanizzare, cristificare.
    Il cristianesimo non è solo fede in Dio, ma fede nell'uomo, nella possibile realizzazione del divino nell'uomo. È la nascita di Dio nell'uomo e dell'uomo
    in Dio.
    Domandiamo la grazia di vivere pienamente la nostra vocazione di cristiani.

     

    DAL VANGELO SECONDO MARCO (1,1-8)

    Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
    Come sta scritto nel profeta Isaia: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.
    Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

     

    COMMENTO AL VANGELO

    Un inizio potente e acclamativo. Otto versetti per prepararti alla figura che ha cambiato totalmente la storia. Nel mezzo: Giovanni, persona umile che ha un altissimo incarico: preparare la via a Colui che può cambiare la vita delle
    persone. Gesù non può fare tutto da solo. Il Signore ha un urgente bisogno di te. Ha bisogno del tuo carattere, parole e sorrisi, e, come per Giovanni, ha la necessità che tu Gli prepari una via nel quotidiano, per arrivare alle persone più vicine a te. Tu sei indispensabile: Cristo, il Figlio di Dio, ha bisogno di te.

     

    PREGHIERA

    A Te la lode, o Cristo
    Figlio di Dio,
    perché mi hai affidato
    questo grande compito:
    essere operaio nella
    Tua messe abbondante.
    Ti domando forza,
    serenità e coraggio,
    Ti chiedo il dono
    dello Spirito Santo,
    per poter essere
    sempre più via
    che porta a Te e
    alla Tua salvezza.
    Amen.


     

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  • 16:23 - 06.12.2017 Nuntio Vobis ->> Riflessioni

     

    Cosa potete fare per preparare la vostra anima in questo Avvento?

    Ogni domenica riunite la famiglia e vivete la tradizione della corona, ecco qualche suggerimento...

     

    di:  Luz Ivonne Ream [Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]
    Fonte: aleteia.org/

     

    preparazioneavvento17.jpgSappiamo che, come parte della Chiesa fondata da Cristo, celebriamo la sua nascita con una grande festa che chiamiamo Natale. Questa festa è estremamente importante, tanto che ci prepariamo per riceverla con un periodo di tempo chiamato Avvento che inizia 4 domeniche prima della sua nascita.

    La parola "Avvento" significa "arrivo" o "venuta" ed è un invito a vivere in vigilanza, diligenza, sacrificio, penitenza, preghiera e con uno spirito di speranza, generoso e grato nei confronti di quell'Essere che pur essendo Dio si è fatto uomo ed è nato per amor nostro.

    Come in tutte le tradizioni di dicembre, il suo significato più importante non è quello esteriore ma quello interiore, ovvero sapere, conoscere e soprattutto vivere il fine spirituale che comporta ogni costume.

    Ad esempio, la corona d'Avvento davanti alla quale le famiglie si riuniscono per pregare è fatta di rami di alberi sempreverdi e simboleggia la gioia del tempo di preparazione al Natale. Si decora con candele da accendere una ogni domenica come simbolo del fatto che siamo in attesa del Signore con la "lampada accesa", pronti per il suo arrivo.

    Pensate a come preparate la vostra casa quando aspettate l'arrivo di un invitato molto speciale o di una persona alla quale volete molto bene e non vedete da tempo. Come vi preparate personalmente per farla sentire benvenuta?

    Sono certa che pulite tutto fino a rendere la casa immacolata, impeccabile; preparate le vostre ricette migliori e non vi importa quanto vi stancate o vi sacrificate. E vi lavate, vi profumate, vi sistemate con i vestiti che vi stanno meglio, tutto per far sentire a quella persona che è molto importante per voi.

    Se fate questo per una persona in carne ed ossa, a maggior ragione dovete preparare la vostra anima e il vostro spirito a ricevere quell'Essere che è l'amore e il padrone assoluto e che non viene solo in visita, ma se glielo permettete può vivere nella vostra anima eternamente, facendo di voi la vostra dimora eterna.

     

    Cosa potete fare per preparare la vostra anima in questo Avvento?

     

     

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  • 15:19 - 06.12.2017 Nuntio Vobis ->> Riflessioni

    Contemplare, guardare verso cielo, guardare attraverso il cielo, trasforma gli occhi perché allena a guardare in profondità,
    trasforma il cuore perché lo fa soffermare sulla Bellezza
    di Sara Manzardo
    Fonte: www.corxiii.org
     
     
    presepe1.jpg"E giunge il giorno della letizia, il tempo dell'esultanza!"... Così le Fonti Francescane raccontano la storia del primo presepe, voluto da San Francesco d'Assisi quasi 800 anni fa: "Per l'occasione sono qui convocati molti frati da varie parti; uomini e donne arrivano festanti dai casolari della regione, portando ciascuno secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare quella notte, nella quale s'accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi. Arriva alla fine Francesco: vede che tutto è predisposto secondo il suo desiderio, ed è raggiante di letizia. Ora si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l'asinello. In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l'umiltà. Greccio è divenuto come una nuova Betlemme."

    Inizia l'Avvento e, almeno a casa mia, più che una tradizione il presepe è un appuntamento atteso da tutti. Forse perché ogni anno si può aggiungere un piccolo dettaglio, inventare qualcosa di creativo, dargli un significato nuovo e attuale. Forse perché è straordinariamente bello tornare a casa e trovare un piccolo segno di luce, quasi a ricordare che la nostra speranza è concreta, quotidiana, domestica, perché inizia da un bambino piccolo piccolo, in una famiglia che agli occhi del mondo sembra normalissima.

    E forse perché di fronte al presepe ci fermiamo tutti almeno un istante, chi per rispetto, chi per curiosità, chi per contemplare, nel suo significato etimologico che rimanda al templum, lo spazio del cielo.

    Contemplare, guardare verso cielo, guardare attraverso il cielo, trasforma gli occhi perché allena a guardare in profondità, trasforma il cuore perché lo fa soffermare sulla Bellezza. Se Dostoevskij afferma che la Bellezza salverà il mondo ha le sue buone ragioni: di fronte alla semplicità così luminosa e così misteriosa della vita che nasce e muove i suoi primi passi tra le braccia di un uomo e di una donna, chi potrà mai scegliere di rifiutarla a cuor leggero?

    Di fronte ad una donna che si prepara a dare alla luce Dio, chi potrà dire che il Cielo è distante e irraggiungibile?

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  • 15:46 - 04.12.2017 Nuntio Vobis ->> Riflessioni

     

    inganno_natale17.jpg

     

    di don Filippo Gorghetto

    Fonte: CORXIII.ORG

     

    La tentazione di cominciare una riflessione sull'avvento, o sul Natale, criticando cosa ci propone il mondo è sempre in agguato: è facile giudicare un mondo che, forse anche per colpa di una testimonianza non sempre credibile, si è preso in carico una festa così importante.

    Intanto però, anche se effettivamente un po' troppo presto, panettoni, canzoncine e babbi Natale ci ricordano che questo, proprio questo, è un tempo importante. È un tempo privilegiato. È un tempo di grazia. È un tempo in cui può accadere qualcosa di particolare.

    Eppure, dobbiamo ammetterlo, è un mondo che, per quanto dobbiamo ringraziare perché ci ricorda che questo tempo è speciale, allo stesso tempo però non sa più cosa inventarsi, e l'unica cosa che riesce a fare è marchiare a basso costo (con panettoni e addobbi luccicanti) qualcosa di davvero grande, unico e irripetibile: l'incarnazione.

    Ma perché non sa più cosa inventarsi? Dopotutto, è da duemila anni che l'incarnazione plasma i cuori, ce ne sarebbero di cose da dire. Forse, però, per il mondo è meglio mantenere un basso profilo, perché probabilmente ha paura di lasciarsi sorprendere da Dio. Da quel Dio che ė capace di farti gustare la vita in modi sempre nuovi e avvincenti anche se l'incarnazione "è sempre la stessa cosa". E non è solo questione di ingredienti.

     

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  • 10:53 - 29.11.2017 Nuntio Vobis ->> Riflessioni

     

    iconaavvento17.jpg

     

    «La vocazione di Giuseppe era di ricondurre
    i fratelli al padre,
    cioè di prendere sul serio il fatto di essere
    figli del padre»

    Arcivescovo Francesco Cacucci

     

    L'immagine che accompagnerà, in questo tempo, la preghiera e la riflessione delle nostre comunità -tratta dal Ciclo di Giuseppe - sarà quella di Giacobbe che invia Giuseppe nella sua kenosis, a cercare i fratelli, che lo porteranno fino al punto più basso, la ‘spoliazione' dalle vesti, l'umiliazione, la discesa nel pozzo, ma proprio quell'annientamento diventerà possibilità di salvezza e di ritorno alla vera comunione dei figli col padre e tra di loro.Tale storia di salvezza e di comunione non è solo narrata dalla Scrittura, ma la proclamazione della Parola e l'azione rituale della Chiesa nelle sue celebrazioni ne fa fare continuamente esperienza.

    Lì il memoriale del mistero pasquale di Cristo, culmine di questa storia di amore e di ricerca, ci riconduce,ogni volta, all'amoredel Padre e diventa fonte della comunione filiale, fondamento della nostra fraternità. Dal mistero celebrato e professato scaturisce naturalmente e ci viene consegnata la bellezza e l'impegnodi un'umanità ‘attenta all'altro', dove può essere vinta ogni invidia e superata ogni divisione, ben più di un ‘nuovo umanesimo'perché ‘Vita nuova'in Cristo, nel suo Spirito.

    Un'icona biblica complessa e affascinante, quella di Giuseppe d'Egitto, che l'Arcivescovo ha consegnato alla nostra Chiesa per proseguire la riflessione, in quest'anno pastorale, su Famiglia e Giovani, "partendo però dal baricentro della ‘giovinezza'e della relazione tra generazioni".

    Anche in preparazione al Sinodo sui Giovani indetto da Papa Francesco per il prossimo anno. "Percorrendo, quindi, il cammino della Chiesa attraverso l'anno liturgico e lasciandoci guidare dal metodo mistagogico (unità di annuncio, celebrazione, vita), ci chiederemo come Giuseppe d'Egitto (e ancor prima Gesù che ne è Forma originaria) possa aiutarci ad inserirci in questo mistero d'amore" (Mons. F. Cacucci).

    L'invito e l'augurio del Vescovo diventano un impegno per ogni comunità a rileggere la storia delle nostre famiglie, imparando a considerare che "i giovani non sono solo 'oggetto' del nostro interesse e delle nostre cure pastorali, ma sono risorsa di 'salvezza': da scoprire, valorizzare, accompagnare", in un cammino di discernimento dei sogni di Dio sulla loro vita.

    E perché non ‘sognare' che proprio attraverso i più giovani il Padre può continuare a cercarci per risvegliarci alla bellezza della fraternità e al fascino di una vita donata nella quotidianità? 

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dic 12 2017
XIV edizione del Presepe Vivente
Scritto da Redazione   
martedì 12 dicembre 2017
presvivente17.png
 
dic 07 2017
Eventi natalizi 2017-18
Scritto da Redazione   
giovedì 07 dicembre 2017

locandina_natale_2017.jpg

 

Martedì 5 dicembre
Salone del Centro Parrocchiale: Spettacolo teatrale con i burattini "San Nicola".
Ore 17.00 per i ragazzi del catechismo
Ore 20.00 per giovani ed adulti.

 

Martedì 6 dicembre - Solennità di San Nicola
Titolare della Chiesa Madre e della nostra comunità parrocchiale
Ore 8.00 - 9.30 - 19.00 Sante Messe
Ore 20.0: festa della comunità

 

Venerdì 15 dicembre
JINGLE PARTY: Festa di Natale per i ragazzi di Scuola Media nel salone del Centro Parrocchiale, ore 19.00
A cura della Comunità Animatori d'Oratorio Anspi San Nicola.

 

Sabato 16 dicembre
INIZIO NOVENA DI NATALE: ore 5.30 - 18.30 in Chiesa Madre

CHRISTMAS MIN PARTY: Festa a cura dei Ministranti nel salone del Centro Parrocchiale, ore18.30

 

Domenica 17 dicembre
NATALE ALLA TAVOLA ROTONDA: festa per i bambini e i genitori dell'Oratorio Festivo, nel saloe del Centro Parrocchiale, ore 10.30.
A cura della Comunità Animatori d'Oratorio Anspi San Nicola.

 

Martedì 19 dicembre
GIOCANATALE: giochi e attività per bambini e ragazzi, ore17.3, salone del Centro Parrocchiale.
A cura della Comunità Animatori d'Oratorio Anspi San Nicola

 

Giovedì 21 dicembre
CINECHRISTMAS: proiezione di un film natalizio per ragazzi, ore 18.30, salone del Centro Parrocchiale.

 

Domenica 24 dicembre
VEGLIA DI NATALE: in Chiesa Madre, ore 23.00

 

Lunedì 25 e Martedì 26 dicembre
XIV EDIZIONE DEL PRESEPE VIVENTE: nel castello ducale dalle 19.30 alle 21.30

 

 

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