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  • 18:54 - 08.04.2021 Nuntio Vobis ->> Riflessioni

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  • 15:31 - 03.04.2021 Nuntio Vobis ->> Riflessioni

    "L'avevano riconosciuto allo spezzar del pane"

     

    pasqua_vescovo21.jpg Carissime sorelle e carissimi fratelli,

    dalla clinica riabilitativa dove mi trovo, in attesa di un migliore recupero della salute, pensandovi con gioia, desidero far giungere a ciascuno di voi un pensiero augurale per la Pasqua e il tempo di speranza che si apre dinanzi.

    Evitiamo il lockdown dei sentimenti


    Siamo circondati dalla sofferenza e constatiamo fragilità, precarietà, limite, disperazione.
    Sospesi tra timore e incertezze, rischiamo il lockdown dei sentimenti che, messi a dura prova, possono essere minimizzati e blindati dalla paura. Pur nella fatica di questi giorni e di un domani incerto e nebuloso, adoperiamoci affinché l'umano si manifesti nella forma più bella, sapendo attingere alla speranza pasquale che ci offre la consapevolezza di non essere più soli in Cristo.

     

    Abbiamo bisogno di comunicarci affetto e solidarietà, attraverso le modalità più consone al cuore, così come ha fatto Gesù con i suoi, all'indomani della Risurrezione. Lui, il Vivente, ci accompagna e si rivela con il linguaggio della tenerezza, della vicinanza e della condivisione.

     

    Gesù parla al cuore, nutre i corpi, dona consolazione e pace.
    Se scorriamo i brani evangelici che narrano le apparizioni del Risorto, dal giardino del sepolcro (Gv 20, 1-18) alla riva del lago di Tiberiade (Gv 21,1-19), dal Cenacolo (Gv 20) a Emmaus (Lc 24, 13-35), Gesù comunica la sua presenza coinvolgendosi mediante un linguaggio che tocca e accarezza la vita dei suoi, sino a farla vibrare, trasalire di gioia e cambiare.

     

    La Maddalena rinasce ascoltando il suo nome sussurrato dal Maestro: "Maria"; Pietro vince ogni ritrosia e paura, affrontando l'acqua del lago per raggiungere Gesù, giungendo a dichiarargli il suo amore: "Signore, tu lo sai che ti amo";

    Tommaso esplode in una professione di fede, pronunciando parole meravigliose: "Mio Signore e mio Dio"; Cleopa e il suo compagno di viaggio, allo spezzare del pane, riconoscono il Maestro e abbandonano la via della tristezza e dello smarrimento per fare ritorno a Gerusalemme.

    La vita, per tutti loro, si fa dono e diviene annuncio del Vangelo che salva.

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  • 18:50 - 20.02.2021 Gruppi&Co ->> Caritas

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  • 18:49 - 20.02.2021 Gruppi&Co ->> Caritas

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    La Quaresima di Carità è la proposta della
    Caritas per il tempo quaresimale.
    Alla comunità parrocchiale, a tutti i credenti
    e a tutti coloro che sono toccati dal nostro stile
    di carità, viene proposto di vivere nella generosità
    il tempo penitenziale che ci prepara alla
    Pasqua chiedendoci la conversione del cuore
    verso Dio e verso i fratelli.
    In Caritas stiamo affrontando molte difficoltà
    in questo delicato periodo.
    Me è pur sempre tempo di Quaresima e forse,
    a causa del Coronavirus, stiamo sperimentando
    un vero e proprio deserto che è anche
    soprattutto spirituale e relazionale.
    Stiamo anche constatando la difficoltà di
    tenere aperti i nostri servizi a causa del venir
    meno delle forze volontarie e delle restrizioni
    imposte giustamente dalle autorità competenti.
    Rimane nostro compito dare voce a chi non
    ha voce anche in questo periodo dove chi è ai
    margini si ritrova ad esserlo ancora di più.

     don Marino

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  • 16:49 - 16.02.2021 Nuntio Vobis ->> Papa Francesco

     

    "Ecco, noi saliamo a Gerusalemme..." (Mt 20,18).

    Quaresima: tempo per rinnovare fede, speranza e carità.

     

     

    papa-quaresima-2021.jpgCari fratelli e sorelle,

    annunciando ai suoi discepoli la sua passione, morte e risurrezione, a compimento della volontà del Padre, Gesù svela loro il senso profondo della sua missione e li chiama ad associarsi ad essa, per la salvezza del mondo.

    Nel percorrere il cammino quaresimale, che ci conduce verso le celebrazioni pasquali, ricordiamo Colui che «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce» (Fil 2,8). In questo tempo di conversione rinnoviamo la nostra fede, attingiamo l'"acqua viva" della speranza e riceviamo a cuore aperto l'amore di Dio che ci trasforma in fratelli e sorelle in Cristo. Nella notte di Pasqua rinnoveremo le promesse del nostro Battesimo, per rinascere uomini e donne nuovi, grazie all'opera dello Spirito Santo. Ma già l'itinerario della Quaresima, come l'intero cammino cristiano, sta tutto sotto la luce della Risurrezione, che anima i sentimenti, gli atteggiamenti e le scelte di chi vuole seguire Cristo.

    Il digiuno, la preghiera e l'elemosina, come vengono presentati da Gesù nella sua predicazione (cfr Mt 6,1-18), sono le condizioni e l'espressione della nostra conversione. La via della povertà e della privazione (il digiuno), lo sguardo e i gesti d'amore per l'uomo ferito (l'elemosina) e il dialogo filiale con il Padre (la preghiera) ci permettono di incarnare una fede sincera, una speranza viva e una carità operosa.

     

    1. La fede ci chiama ad accogliere la Verità e a diventarne testimoni, davanti a Dio e davanti a tutti i nostri fratelli e sorelle.

    In questo tempo di Quaresima, accogliere e vivere la Verità manifestatasi in Cristo significa prima di tutto lasciarci raggiungere dalla Parola di Dio, che ci viene trasmessa, di generazione in generazione, dalla Chiesa. Questa Verità non è una costruzione dell'intelletto, riservata a poche menti elette, superiori o distinte, ma è un messaggio che riceviamo e possiamo comprendere grazie all'intelligenza del cuore, aperto alla grandezza di Dio che ci ama prima che noi stessi ne prendiamo coscienza. Questa Verità è Cristo stesso, che assumendo fino in fondo la nostra umanità si è fatto Via - esigente ma aperta a tutti - che conduce alla pienezza della Vita.

    Il digiuno vissuto come esperienza di privazione porta quanti lo vivono in semplicità di cuore a riscoprire il dono di Dio e a comprendere la nostra realtà di creature a sua immagine e somiglianza, che in Lui trovano compimento. Facendo esperienza di una povertà accettata, chi digiuna si fa povero con i poveri e "accumula" la ricchezza dell'amore ricevuto e condiviso. Così inteso e praticato, il digiuno aiuta ad amare Dio e il prossimo in quanto, come insegna San Tommaso d'Aquino, l'amore è un movimento che pone l'attenzione sull'altro considerandolo come un'unica cosa con sé stessi (cfr Enc. Fratelli tutti, 93).

    La Quaresima è un tempo per credere, ovvero per ricevere Dio nella nostra vita e consentirgli di "prendere dimora" presso di noi (cfr Gv 14,23). Digiunare vuol dire liberare la nostra esistenza da quanto la ingombra, anche dalla saturazione di informazioni - vere o false - e prodotti di consumo, per aprire le porte del nostro cuore a Colui che viene a noi povero di tutto, ma «pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14): il Figlio del Dio Salvatore.

     

     

     

     

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giu 14 2021
Festa di Quasano 2021
Scritto da Angela Fariello   
lunedì 14 giugno 2021
 
Anche quest'anno a causa della pandemia, i festeggiamenti in onore di Maria SS. degli Angeli di Quasano
 
si svolgeranno unicamente con le Celebrazioni Liturgiche secondo quanto previsto dal programma.

Affidiamoci a Lei, alla Sua protezione e mediante la preghiera chiediamoLe
 
di volgere il suo sguardo su tutti noi affinché questo periodo abbia fine.
 
 
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ott 18 2020
Preghiamo per le famiglie toccate dal Covid
Scritto da Angela Fariello   
domenica 18 ottobre 2020
 
Preghiamo per la situazione difficile che stiamo vivendo nel nostro paese, affidandola all'intercessione dei Santi Patroni.

Don Marino, Don Alessandro e l'intera comunità parrocchiale, esprimono affetto, vicinanza e solidarietà
a tutti coloro che purtroppo sono stati toccati dal Covid-19 e alle loro famiglie.

L'augurio è quello di una pronta guarigione e il ritorno, quanto prima, alla piena salute e serenità.
 
A tutti, con il cuore, l'invito alla massima responsabilità e attenzione nel rispettare quelle regole fondamentali
per evitare di compromettere la salute propria e altrui.
 
 
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set 08 2018
Perché andare a Messa è roba da sfigati
Scritto da Redazione   
sabato 08 settembre 2018

 

Di Sara Manzardo https://www.corxiii.org

 

noia.jpgSì, lo so, stai pensando alle vecchiette stonate, alle schitarrate anni '80 e ai gruppi "anta" che condividono santini e amen sbarluccicosi su whatsapp...

 

Se stai leggendo questo articolo, i casi potrebbero essere due: o pensi che andare a messa sia effettivamente una roba da sfigati, oppure sei uno che va messa tutte le domeniche e sta cercando un modo per convincere i suoi amici di non essere uno sfigato. In entrambi i casi, mettiti comodo: sei nel posto giusto!

Per iniziare, ti direi addirittura che la messa oggi è roba per i giovani. Sì, lo so, stai pensando alle vecchiette stonate, alle schitarrate anni '80 e ai gruppi "anta" che condividono santini e amen sbarluccicosi su whatsapp. Ecco, mettili un momento da parte. Ah, certo, poi ci sono anche un sacco di persone peccatrici, incoerenti, poco misericordiose che vanno a messa... insomma, tante persone che non ti vanno proprio a genio. Ma sarebbe come non voler andare in palestra perché è piena di persone grasse e fuori forma!

Guarda un po' più in là: non so se lo sai, ma ci sono chiese che si riempiono di giovani fino a scoppiare! I corsi del Sog di Assisi, ad esempio, attirano i giovani come il miele! Oppure i Dieci Comandamenti di don Fabio Rosini, la GMG, le Missioni Universitarie e tante altre proposte... se vai a guardare ci sono chiese che non hanno abbastanza posti a sedere per questi ragazzi. Ma come è possibile?

Ecco i 7 motivi per cui andare a messa non è per niente una cosa da sfigati, ma anzi è una cosa sempre più cool e sempre più giovanile:

 

 

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