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Nuntio Vobis
apr 08 2021
Il nuovo cero Pasquale PDF Stampa E-mail
Riflessioni
Scritto da Angela Fariello   
giovedì 08 aprile 2021

cero_pasqua21.jpeg
 
spiegazione_cero21.jpeg

 
 
apr 03 2021
AUGURI DI BUONA PASQUA! PDF Stampa E-mail
Riflessioni
Scritto da Angela Fariello   
sabato 03 aprile 2021

 

Quella mattina il Risorto ha mostrato alle donne
che è possibile il rotolare del macigno,
la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi

(Don Tonino Bello)

 

pasqua21.jpg

 
apr 03 2021
Messaggio del Vescovo per la Pasqua 2021 PDF Stampa E-mail
Riflessioni
Scritto da Angela Fariello   
sabato 03 aprile 2021
"L'avevano riconosciuto allo spezzar del pane"

 

pasqua_vescovo21.jpg Carissime sorelle e carissimi fratelli,

dalla clinica riabilitativa dove mi trovo, in attesa di un migliore recupero della salute, pensandovi con gioia, desidero far giungere a ciascuno di voi un pensiero augurale per la Pasqua e il tempo di speranza che si apre dinanzi.

Evitiamo il lockdown dei sentimenti


Siamo circondati dalla sofferenza e constatiamo fragilità, precarietà, limite, disperazione.
Sospesi tra timore e incertezze, rischiamo il lockdown dei sentimenti che, messi a dura prova, possono essere minimizzati e blindati dalla paura. Pur nella fatica di questi giorni e di un domani incerto e nebuloso, adoperiamoci affinché l'umano si manifesti nella forma più bella, sapendo attingere alla speranza pasquale che ci offre la consapevolezza di non essere più soli in Cristo.

 

Abbiamo bisogno di comunicarci affetto e solidarietà, attraverso le modalità più consone al cuore, così come ha fatto Gesù con i suoi, all'indomani della Risurrezione. Lui, il Vivente, ci accompagna e si rivela con il linguaggio della tenerezza, della vicinanza e della condivisione.

 

Gesù parla al cuore, nutre i corpi, dona consolazione e pace.
Se scorriamo i brani evangelici che narrano le apparizioni del Risorto, dal giardino del sepolcro (Gv 20, 1-18) alla riva del lago di Tiberiade (Gv 21,1-19), dal Cenacolo (Gv 20) a Emmaus (Lc 24, 13-35), Gesù comunica la sua presenza coinvolgendosi mediante un linguaggio che tocca e accarezza la vita dei suoi, sino a farla vibrare, trasalire di gioia e cambiare.

 

La Maddalena rinasce ascoltando il suo nome sussurrato dal Maestro: "Maria"; Pietro vince ogni ritrosia e paura, affrontando l'acqua del lago per raggiungere Gesù, giungendo a dichiarargli il suo amore: "Signore, tu lo sai che ti amo";

Tommaso esplode in una professione di fede, pronunciando parole meravigliose: "Mio Signore e mio Dio"; Cleopa e il suo compagno di viaggio, allo spezzare del pane, riconoscono il Maestro e abbandonano la via della tristezza e dello smarrimento per fare ritorno a Gerusalemme.

La vita, per tutti loro, si fa dono e diviene annuncio del Vangelo che salva.

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apr 02 2021
Sabato santo PDF Stampa E-mail
Riflessioni
Scritto da Angela Fariello   
venerdì 02 aprile 2021
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apr 02 2021
Venerdì Santo PDF Stampa E-mail
Riflessioni
Scritto da Angela Fariello   
venerdì 02 aprile 2021

 

 

venerdi_santo21.jpg

 

 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni 18,1- 19,42

[...] Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: F «Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma: "Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei"». C Rispose Pilato: A «Quel che ho scritto, ho scritto».

C I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: + «Donna, ecco tuo figlio!». C Poi disse al discepolo: + «Ecco tua madre!». C E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: + «Ho sete». C Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: + «È compiuto!». C E, chinato il capo, consegnò lo spirito. [...]

 

 

Spunti di riflessione (Paolo Curtaz) 

 

Sono spoglie le nostre chiese. Disadorne, buie, abbandonate. Nessuno celebra l'eucarestia, nella Chiesa, in segno di rispetto per l'unico, grande sacrificio che si consuma sulla croce. Tacciono le campane, mentre, intorno, le città si affrettano per il grande fine-settimana di Pasqua, fuori-porta, se il tempo tiene. Gli uffici chiudono, le metropolitane si affollano, tutti corrono. Da qualche parte, altrove, un gruppo di amici cala dalla croce il corpo sfigurato e straziato di Dio per deporlo in una tomba. Ultimo segno di affetto, ultimo afflato di fede, ultimo abbraccio dei pochi discepoli rimasti a vegliare il Nazareno che muore. Ecco, tutto è compiuto, Dio si è donato. Senza riserve, senza misura, senza condizioni. Si è arreso alla devastante follia degli uomini, alla loro indifferenza. Forse, vedendolo appeso, capiranno che le sue non erano solo parole, vuote predicazioni di un esaltato, deliri di un mistico incompreso. Forse. Quel Dio appeso, nudo, sanguinolento, raccapricciante, è l'ultimo definitivo "sì" ad un uomo che sa solo dire dei "no". E oggi, ancora, ci scuote, ci smuove, ci commuove, ci converte, infine.

 

 

Per la preghiera

 

 

O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore

ci hai liberati dalla morte,

eredità dell'antico peccato

trasmessa a tutto il genere umano,

rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio;

e come abbiamo portato in noi,

per la nostra nascita, l'immagine dell'uomo terreno,

così per l'azione del tuo Spirito,

fa' che portiamo l'immagine dell'uomo celeste.

 

 


 


 

 
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