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Caritas
set 10 2010
L'elemosina PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Macchia   
venerdì 10 settembre 2010

 

poverty_by_ricardocruz7.jpg

 

 

Sfogliando l’ AVVENIRE di Sabato 28 Agosto mi ha colpito un pensiero scritto in testa alla prima pagina, con piacere lo pongo all’attenzione di quanti si occupano di “ carità fraterna “. L’autore del brano è Salvatore Mannuzzu che lo ha inserito in una serie di riflessioni riunite sotto il titolo di : “ Lettere a una monaca “.

 

Cara Madre, di tanto in tanto bussa alla porta di casa mia un tale : più o meno un giovanotto, benché dica d’essere padre di famiglia.

I pomelli ( del viso ) troppo rossi, gli occhi eccessivamente lucidi, sempre il fare d’una persona un po’ alterata.

 

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ago 07 2010
Apriamoci all'amore PDF Stampa E-mail
Scritto da giuseppe macchia   
sabato 07 agosto 2010

 

Nella nostra Comunità sono tanti i fratelli che ci chiedono aiuto ed amore: gli abbandonati a se stessi, gli emarginati perché colpevoli, i delinquenti, i carcerati, gli ammalati, i diversamente abili, gli anziani lasciati soli, i tossici, i separati ed i divorziati, i disoccupati, gli sfruttati, i senza dimora, i migranti, gli odiati.Non soltanto i fratelli hanno bisogno di amore, anche l’ambiente in cui Dio ci ha fatto nascere ha bisogno del nostro amore: pulizia, ordine, rispetto per la natura, per il cielo dall’inquinamento delle nostre auto e dagli incendi, per l’acqua sporcata e sciupata, per la terra avvelenata e sporcata, ricoperta di rifiuti da noi.E la pace, a partire da noi stessi, i nostri figli, i fratelli, i genitori, il vicino di casa, il collega di lavoro, l’amico dell’associazione, il compagno di giochi, il giocatore della squadra avversaria, il tifoso della squadra avversa.

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ago 07 2010
Festa dei Popoli PDF Stampa E-mail
Scritto da Caritas Parrocchiale   
sabato 07 agosto 2010

 

Da qualche tempo fervono i preparativi per organizzare la prima edizione torittese della “ Festa dei popoli “.

Su iniziativa della parrocchia, col patrocinio dell’amministrazione comunale, i rappresentanti di associazioni parrocchiali e non, i rappresentanti della comunità albanese, rumena ed indiana presenti in Toritto, si stanno incontrando per organizzare questa festa.

Si stanno ricercando musiche, foto, costumi, piatti tipici e quant’altro possa servire come biglietto da visita per un popolo che si presenta alla comunità torittese che lo accoglie.

Tutto questo ispirati dalle parole di Gesù che disse : …” ero forestiero e mi avete accolto “….

Si il grande interrogativo che Gesù ci pone è : siamo accoglienti ?

 

 

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set 16 2009
Relazione Attivita' anno 2008-2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da giuseppe macchia   
mercoledì 16 settembre 2009
Relazione delle attività svolte dal gruppo Caritas nell’anno 2008-2009.

 

 

logocaritas.gifNon è semplice quantificare in breve tutte le attività svolte nel corso dell’anno pastorale 2008-2009 poiché sono tantissime.

Tantissimi sono stati i bisogni rilevati: impossibilità del pagamento delle utenze, ricerca di lavoro, pagamento degli affitti, esigenze alimentari e di vestiario e tante altre cui non si è potuta dare risposta per impossibilità.

E’ importante porre in rilievo le aree di miglioramento cui metter mano per poter donare un servizio migliore ai nostri fratelli nel bisogno e nella sofferenza.

In primo luogo è da considerare le esiguità del numero degli operatori che rendono estremamente faticoso per quei pochi giorni, ma poco utile per i fratelli nel bisogno, il servizio prestato.

Molteplici sono i tentativi di coinvolgimento posti in atto per incrementare il numero di operatori al servizio dei fratelli, ma sempre pochi rispetto al necessario ed incostanti poiché si è dovuto correre sempre dietro alle emergenze e si è dedicato poco tempo alle attività mirate alla corresponsabilizzazione della comunità.

E’ emblematico che, la generosità nel donare dei fratelli Torittesi, si accompagna ad un disimpegno, direi quasi totale, verso il servizio attivo.

In secondo luogo riemerge sempre l’esigenza di momenti di formazione alla carità, in primo luogo per gli operatori già impegnati, e per poi tutta la comunità; detta attività è sempre rinviata per sempre nuovi impegni incombenti.

In terzo luogo andrebbe riconsiderata la situazione della idoneità dei locali utilizzati dal Centro di ascolto e del Banco alimentare con annesso guardaroba.

Il miglioramento di questa aree considerate garantirebbe, sicuramente, un più amorevole servizio verso i fratelli ed una testimonianza più credibile dell’amore che la comunità parrocchiale di Toritto nutre verso i fratelli “ultimi” perché nel bisogno.

                                                                    Gli operatori addetti alla Caritas
 
set 16 2009
E' ora di cambiare PDF Stampa E-mail
Scritto da Caritas parrocchiale Toritto   
mercoledì 16 settembre 2009

cambiamento.jpgOccorre cambiare!

L’esigenza di dare una svolta agli stili di vita diventa pressante, ogni giorno.

Le file notturne per accaparrarsi l’iPhone, l’ultima diavoleria tecnologica, sembrano lontane benché siano trascorsi  solo pochi mesi…Esce sempre qualche novità  che cattura cuore e portafoglio. Ma non saranno questi supermarchingegni sostenuti dal tam tam mediatico a trasformare un’esistenza sempre più complicata, sempre meno sostenibile. Le crisi finanziarie si susseguono e non c’è continente che non ne sia immune.

E’ recessione globale.

Papa Benedetto invita a non mettere il denaro al primo posto. E, con ogni probabilità, ha ragione lui: con il denaro non si può fare tutto, anche se tutto, sempre più spesso, si fa per nome del denaro. E, mentre c’è chi spende 500 euro per il  super telefonino, il 13% della popolazione italiana deve vivere un mese con la stessa somma: è uno dei dati del Rapporto Caritas-Zancan sulla povertà e l’esclusione sociale. Del resto un altro rapporto, quello sull’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), rivela che in Italia aumenta il divario tra ricchi e poveri, rispetto ad altri paesi, dove le differenze di reddito sono più limitate.

Ritornando ai dati Caritas-Zancan, il 55% degli italiani ha un reddito che non supera i 15 mila euro l’anno, mentre il 10% di italiani, da solo, possiede il 45% della ricchezza nazionale.

Tra i paese dell’Ocse siamo in prima fila per disparità economiche e sociali. E non è un bel primato. Ecco, le file! Sono lo specchio dei tempi: in fila per il traffico, dal medico, dal barbiere, alle casse dei supermercati. All’ufficio postale, e non solo lì, la fila istituzionalizzata con tanto di tagliandino numerato. Le code sono diventate un evento. Con i costi che il progresso non riesce ad evitarci. Forse perché non sempre è vero progresso. Se il progresso ha bisogno della crescita morale dell’umanità, come ribadisce da tempo il Papa, quando è solo tecnico invece di proiettare in avanti, può procurare bruschi ritorni da quel futuro, messianico solo in apparenza, che non mantiene quanto promette.

Non è la scienza che redime l’uomo”, sottolinea ancora Papa Benedetto XVI nelle Spe Salvi.

Del resto ogni giorno ha la sua pena, ma non la sua parte di pane. Perché non è vero che tutto il mondo è paese. Anche con la crisi finanziaria  in atto su tutti i mercati, c’è paese e paese, c’è fila è fila.

E, mentre le file per le novità tecnologiche, sono diffuse nei paesi ricchi e nelle isole residenziali dei paesi meno ricchi, quelli per il pane sono esclusive di un’utenza di terzo e Quarto mondo, che ha altri numeri e altre file. E sono lunghe, molte più lunghe nelle nostre.

Il mondo tecnologico ci mette in fila, ma nessuno se la sente di darsi da fare, non dico per eliminarle, ma almeno ridurle, le file.
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