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Nuntio Vobis
mag 08 2019
Annunci di vita piena - Quelli della via PDF Stampa E-mail
Annunci Parrocchiali
Scritto da Angela Fariello   
mercoledì 08 maggio 2019
 
Il programma della settimana "Quelli della via" a cui sono invitati giovani e adulti.
 
Ogni incontro, in ogni paese della settima vicaria, avrà un tema specifico.
 
Per seguire l'iniziativa, essere sempre aggiornati e non perdere neanche un momento di questa intensa settimana,
basterà seguire la pagina facebook !
 
PROGRAMMA VICARIALE
 
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PROGRAMMA TORITTO 
 
il tema che verrà affrontato nel nostro paese è "La via bella della legalità"
 
quelli_via_toritto19.jpeg
 
apr 19 2019
Buona Pasqua! PDF Stampa E-mail
Riflessioni
Scritto da Angela Fariello   
venerdì 19 aprile 2019
Pasqua è voce del verbo ebraico che signifca "passare".
Non è festa per residenti ma per coloro che sono migratori che si affrettano al viaggio.
Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi.
Perciò veco di crede come uno che sta sempre su un suo "passaggio". Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca,
è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non si azzarda nell'altrove assetato del credere.
Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizie delle scritture sacre, l'uscita d'Egitto e il patibolo romano della croce piantata sopra Gerusalemme.
Sono due scatti verso l'ignoto. 
Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un'altra terra e una nuova libertà.
Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più grande integrale risurrezione. 
Pasqua è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro perchè affidato alla perfetta fede di giungere.
Inciampo e resto fermo, il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me. Restano inaccessibili le alture della fede.

Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi operatori di brecce, saltatori di ostacoli,
corrieri ad ogni costo, atleti della parola pace!
 
(Erri de Luca)
pasqua2019.png
Buona Pasqua da don Marino, don Alessandro

e dalle redazioni di sannicolatoritto.it e della pagina Fb parrocchiale
 
apr 17 2019
Sabato santo 2019 PDF Stampa E-mail
Riflessioni
Scritto da Angela Fariello   
mercoledì 17 aprile 2019
sabato_santo19.png
 
apr 17 2019
Venerdì santo 2019 PDF Stampa E-mail
Riflessioni
Scritto da Angela Fariello   
mercoledì 17 aprile 2019

 

venerdi_santo19.png

 

LA PAROLA ASCOLTATA...

Gv 18,1- 19,42

 - Lo crocifissero e con lui altri due

Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma: "Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei"». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».

 

- Si sono divisi tra loro le mie vesti

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.

 

- Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

 

... MEDITATA

 

Gesù dimostra la sua piena obbedienza alla volontà salvifica del Padre sino alla morte. E proprio attraverso la sua morte porta a compimento il progetto del Padre che vuole che tutti gli uomini siano salvi. Lui non si risparmia per nulla. Si consegna volontariamente alla morte proprio perché sa che attraverso la sua morte tutti avremmo riottenuto la vita.

Attraverso la sua morte abbiamo avuto accesso alla piena comunione con Dio. La contemplazione del grigiore del Venerdì Santo non ci allontani dalla prospettiva del mattino radioso di Pasqua. Non ci sarebbe Domenica di Pasqua senza Venerdì Santo, ma non avrebbe senso lo stesso Venerdì Santo se non si proiettasse verso l'alba luminosa della Domenica senza tramonto.

Ci illumini intanto la consapevolezza di fede che l'ultimo respiro di Gesù corrisponde al primo respiro della sua Comunità. L'espressione riportata dal Vangelo, "emise lo spirito" (Lc 23,46) non intende registrare semplicemente l'ultimo istante della vita terrena di Gesù, ma vuole rinviare soprattutto alla contemplazione del dono del Consolatore, lo Spirito Santo, "che è Signore e dà la vita".

 

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