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dic 09 2018
Seconda domenica di Avvento PDF Stampa E-mail
Scritto da Angela Fariello   
domenica 09 dicembre 2018

 

Grandi cose ha fatto il Signore per noi

 

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Diceva bene Ligabue in una canzone passata alla storia: Non è tempo per noi. Era il 1990, ma le cose non sono poi molto cambiate. I sogni restano, ma la realtà è sempre così difficile. O no?

 

 

 

Ma, dico: hai visto cosa succede in questo nostro Paese? E ne mondo intero? E poi cosa mi dici dei valori che si sono persi? E della vita che non è più quella di una volta? Insomma: una catastrofe.

 

Dio stesso sicuramente non ne vuole più sapere di noi, peggiorati come siamo Se io fossi lui, lascerei davvero perdere questa umanità. E tu che faresti al posto suo?

Quasi quasi apriamo la Bibbia e vediamo direttamente cosa ha fatto lui. 

 

«Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell'Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto»
(Lc 3, 1-2)

 

Guarda un po' che lungo elenco di Paesi e nomi. Non ci aiuta molto a capire cosa ne pensa Dio del nostro mondo. Almeno non mi pare subito evidente. Però ti propongo un gioco.

 

Proviamo a mettere il nome di una nazione del nostro mondo contemporaneo al posto di ogni Paese nominato da Luca e poi sostituiamo i regnanti antichi con i nomi dei nostri politici attuali.

 

Ne avremmo un quadro interessante. Capiremo che Luca sta solo facendo il panorama della situazione politica al tempo di Gesù. E ti confesso che Tiberio Cesare, Ponzio Pilato, Erode, Anna e Caifa non mi paiono proprio governanti saggi e guide illuminate.

 

Eppure, in quel tempo così poco brillante, con situazioni politiche caratterizzate da intrighie e abusi, in un momento storico difficile e impegnativo, Dio non chiuse le sue porte all'umanità.

 

Anzi. Proprio allora mandò Giovanni, detto poi il Battista, qui descritto come un profeta biblico. Mi pare dunque di capire che Dio non aspetta che il tempo sia quello giusto. È lui che lo rende opportuno mandando una persona.

 

Il Battista. Poi Gesù. Poi gli apostoli. Oggi te e me. Questa è la sua logica. E desidera sia assunta anche da noi. Non è il momento di stare a borbottare contro il tempo avverso, la politica insincera e i valori crollati.

 

È  il momento di costruire una vita più bella, giusta e accogliente. Magari a dispetto di certe politiche che non sentiamo rispettose della vita. Forse in barba alla crisi. Probabilmente proprio in risposta alle cose che ci paiono storte.

 

Saremo coinvolti così anche noi in quel grande processo di preparazione del cuore e della vita che si chiama Avvento. E che trova le sue radici in parole piene di fiducia e speranza:

 

«Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri»

(Lc 3,4)

 

È  un tempo meraviglioso il nostro. È meraviglioso perchè ci siamo noi. noi per prendercene cura. Noi per viverlo con grazia. Noi per portare bellezza dove c'è odio, e sorriso dove c'è paura.

 

È  tempo per te!

 

 

OGGI VOGLIO DIRE GRAZIE

Oggi mi piacerebbe dire grazie per tutte le persone belle che ho conosciuto. Mi sembra di vedere i volti di ciascuna di loro. Li accarezzo con il mio sorriso.

E poi vorrei dire grazie per tutte le persone che mi hanno mostrato le cose più sbagliate di questo mondo: mi hanno fatto capire come non voglio essere mai. Penso a ciascuna di loro con pena e tenerezza. E le affido a Dio.

E poi dirò grazie al mio Signore perchè mi ha dato questo tempo. Bello. Difficile. Impegnativo. Ricco.

Io sono quel che sono anche grazie a tutti questi doni.

 

 

Vieni, Signore Gesù  

Signore Gesù,

amico e fratello,

accompagna i giorni dell'uomo

perché ogni epoca del mondo,

ogni stagione della vita

intraveda qualche segno del tuo regno

che invochiamo in umile preghiera,

e giustizia e pace s'abbraccino

a consolare coloro

che sospirano il tuo giorno.

Ogni età della vita degli uomini

può celebrare la vita

perché tu sei la Vita.

Tu sai che l'attesa logora,

che la tristezza abbatte,

che la solitudine fa paura.

Tu sai che abbiamo bisogno di te

per tenere accesa la nostra piccola luce

e propagare il fuoco

che tu sei venuto a portare sulla terra.

Riempi di grazie

il tempo che ci doni di vivere per te!

Signore Gesù,

giudice ultimo del cielo e della terra, vieni!

La nostra vita sia come una casa

preparata per l'ospite atteso,

le nostre opere

siano come i doni da condividere

perché la festa sia lieta,

le nostre lacrime

siano come l'invito a fare presto.

Noi esultiamo

nel giorno della tua nascita,

noi sospiriamo il tuo ritorno:

vieni, Signore Gesù!

                                                                                                         

Carlo Maria Martini

 

 

 

Fonte: "In cammino - Natale 2018" di Annamaria Corallo, Edizioni EDB

 

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